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Rossella

affascinantemente insopportabile

July 22

Brevi riflessioni sull'interpretazione che Gino Cervi fa del Commissario Jules Maigret

A me Gino Cervi piace.
Mi è sempre stato simpatico.
Del resto come fa a non esserti simpatico uno che faceva il sindaco comunistra al cinema?
Davvero.
Mi piace.
Anche quando faceva l'onorevole insieme a Totò.
O il gerarca fascista con Manfredi.
 
E mi piace anche quando fa il Commissario Maigret nello sceneggiato Rai.
C'è Parigi in bianco e nero, la sigla cantata da Tenco, le Citroën DS della polizia.
Anche quello della scientifica assetato di sangue (Peccato! Una volta tanto che potevamo fare una bella impiccagione!).
 
                        Maigret
 
Soltanto.
Perchè Maigret è un tale rompicoglioni in tv?
Perchè la moglie non può allontanarsi più di 1,73 metri dalla poltrona dove Maigret fuma, senza che lui le chieda il tabacco, i fiammiferi, una birra, il telefono, l'elenco del telefono, il cappotto, il cappello, il pranzo, la cena, la colazione?
Ma soprattutto: perchè urla con tutti?!
boh
Io i libri non me li ricordavo così...
 
July 02

Dirkon wide -le prime foto-

                         Autoritratto casuale
 
 
 
 
 
                        La paura
 
 
 
                        Corridoio
 
 
 
                       Infiltrazioni
 
 
 
 

Ancora qualche piccolo problema con le infiltrazioni di luce. E devo assolutamente trovare il modo di fare scorrere dritta la pellicola.

Ma direi che non è male come primo esperimento!

 

In camera oscura fa caldo. Davvero.

 
 
      
June 26

Dirkon wide

La Dirkon è una macchina fotografica di carta; si stampa il file e lo si incolla su un cartoncino nero.
 
Dirkon (2)
 
Questa è la mia Dirkon. Se avete avuto la curiosità di cliccare sul link, avrete notato delle marginali differenze tra la mia e come dovrebbe essere in realtà.
La più appariscente, al di la del fatto che ho un pò semplificato la costruzione, credo sia che la mia sembra uscita da un reparto di traumatologia con una prognosi di un paio di mesi.
La colla non funziona. Vedrete. E il nastro adesivo è un amico insostituibile. O forse non ho pazienza, boh..
La Dirkon usa normali caricatori 35mm, due per l'esattezza; la pellicola passa da uno all'altro.
Non c'è obiettivo, ovviamente; la luce passa attraverso un foro e forma l'immagine sulla pellicola.
In questo tipo di macchine fotografiche -stenopeiche- l'angolo di campo è determinato dalla distanza tra in foro e la pellicola; 5 centimetri nel caso della Dirkon.
L'angolo di campo è quindi quello di un obiettivo di 50mm.
 
Fino a qui la Dirkon classica
 
Ho sempre avuto una grande passione per i grandangolari, quindi ho deciso di fare una Dirkon che abbracciasse un angolo di campo più ampio.
Per prima cosa, l'ho accorciata molto; due centimetri e mezzo.
 
Dirkon (6)
 
Ho tagliato via tutta la parte anteriore, fino alla zona dove sono i caricatori. La nuova lunghezza e 2,5cm e l'angolo di campo è quello di un 25mm.
Non male, ma ho pensato si potesse fare di più.
Esistono varie macchine fotografiche (tipo la Hasselblad x-pan) che, pur utilizzando i classici rullini 35mm, danno negativi di formato diverso; più largo.
Quindi...
 
Dirkon (7)
 
Nella Dirkon originale, a destra, la finestra attraverso cui viene impressionata la pellicola misura 24x36.
Nella mia Dirkon, la finestra misura 24x46.
L'angolo di campo di un obiettivo non dipende solo dalla sua lunghezza focale, ma anche dal formato della pellicola (o del sensore) su cui si proietta l'immagine.
Suppongo che i felici (?) possessori di un costoso 20mm, che montato su una digitale a formato ridotto diventa un 30-32mm, sappiano bene di cosa si parla.
Nel caso della mia Dirkon, l'angolo di campo passa da 83 gradi, ottenuti accorciandola, a circa 100!
In più, per aumentare la nitidezza, che nel caso della Dirkon normale non è proprio il massimo, visto che il foro è un semplice buco nella carta fatto con una puntina, ho comprato su ebay un dischetto di alluminio con un foro fatto in laboratorio, del diametro di 0,18mm (circa f 134); il diametro ottimale per una lunghezza focale di 24-25mm.
 
Dirkon (4)
 
E infine, eccola!
Non è bella magari, ma il primo rullino sviluppato è venuto ottimamente.
 
Considerando che:
a)sul termometro in camera mia al momento leggo 32 gradi
b)per stampare devo sigillarmi in una camera piccolissima
c)nella camera c'è un ingranditore di metallo con dentro una lampadina da 100w che scalda più del mio camino
d)c'è anche una luce di sicurezza da 40w che non scherza in quanto a calore
 
per le prime foto credo ci sarà un pò da aspettare..
June 19

Sad but true

Ovvero: perchè di un intero rullino scattato ai Baustelle si è salvata solo una foto
 
 
Fino agli anni sessanta il mercato fotografico era dominato dalle macchine fotografiche a telemetro.
In queste la messa a fuoco viene fatta guardando attraverso un mirino distinto dall'obiettivo di ripresa, a differenza delle reflex.
Per mettere a fuoco si sfrutta il principio della parallasse: vi sono due fori attraverso di cui passa la luce; uno è il mirino, l'altro è distinto da questo e, di solito, più piccolo.
Vi è un prisma dietro uno dei due fori e uno specchio dietro l'altro; si vedranno nel mirino due immagini della scena inquadrata leggermente sfalsate.
La ghiera della messa a fuoco dell'obiettivo è collegata tramite una camma al prisma; questo, ruotando, finisce per far sovrapporre le immagini sfalsate nel mirino, indicando la corretta messa a fuoco.
Questo in estrema sintesi.
Complicato? Anche di più di quanto appaia in realtà.
 
Se è relativamente facile costruire una macchina a telemetro ad obiettivo fisso, tutt'altra storia è costruirla con un obiettivo intercambiabile; la precisione degli accoppiamenti camma/obiettivo è vitale.
Lo sanno bene i telemetristi non-leicisti...
La precisione in casa Leitz (Leica) è legendaria; ciò in linea di massima garantisce una vita tranquilla.
Ma non sempre. Purtroppo.
 
La metà degli anni settanta non è stato un periodo felice per la Leitz: le risorse investite nella progettazione e costruzione della rivoluzionaria M5, oltre che per produrre le Leicaflex, la avevano portata sull'orlo del fallimento, costringendola a sospendere anche la produzine della serie M per un breve periodo.
A costo di scelte dolorose (cessione della società ad un gruppo svizzero, partnership con la Minolta, produzione delle Leica M in Canada), la Leitz riesce a sopravvivere.
Tuttavia è cruciale riuscire a vendere le nuove Leica M4-2 fatte in Canada in un buon numero.
Più o meno negli stessi anni era in produzione, fatta in Giappone, ma con obiettivi sempre tedeschi, un'altra macchina a telemetro: la Leica CL.
La Leica CL era una compatta macchina fotografica a telemetro, con innesto apparentemente uguale alle Leica M.
Nonostante ciò, la Leitz produce tre obiettivi dedicati solo alla CL; tra questi un eccellente 90mm.
Dopo un pò cominciano a diffondersi voci di una presunta incompatibilità tra obiettivi e corpi CL ed M; la Leitz non confermerà ne smentirà mai.
 
Ci sono tre scuole di pensiero sulla questione.
-La prima: non c'è nessuna incompatibilità. Gli obiettivi CL possono essere tranquillamente montati su qualunque corpo M. La storia dell'incompatibilità? Utenti poco esperti, esemplari non tarati. Oppure le voci sono state messe in giro dalla Leitz.
-La seconda: la Leitz ha introdotto una differenza negli angoli delle camme tra gli obiettivi M e CL
-La terza: la Leitz non ha ne messo in giro voci ne modificato il telemetro; effettivamente molti parlavano e parlano di tale incompatibilità ma pochi l'hanno vista.
 
Perchè la Leitz avrebbe dovuto mettere in giro queste voci o modificare addirittura l'angolo della camma del telemetro?
 
La Leica CL, grazie al prezzo relativamente basso e agli ottimi obiettivi stava vendendo molto bene, alcuni ritengono che tale successo stesse facendo troppo diminuire le vendite delle telemetro tradizionali; e ciò poteva significare anche il fallimento. Perciò si sarebbe cominciato a scoraggire il montaggio di ottiche CL, meno costose, su corpi M. La stessa CL venne messa fuori produzione dopo pochissimi anni, nonostante il buon successo di vendita.
 
La mia Leica M3 non mette  bene a fuoco col mio 90mm di derivazione CL.
In effetti focheggia alle spalle di dove si sta mettendo a fuoco. E la differenza, stranamente, sembra aumentare con la distanza.
Ciò vuol dire che l'angolo della camma è effettivamente diverso? Non necessariamente.
La realtà è che far si che ogni machina fotografica prodotta metta perfettamente a fuoco con ogni obiettivo prodotto è praticamente impossibile.
Se non si nota è intanto perchè le tolleranza della Leica sono ridottissime e poi perchè le imperfezioni di messa a fuoco, a parte casi patologici sono piccole. Tali da non essere notate, a meno che non si tratti di obiettivi molto luminosi o di lunga focale. In casa Leitz il 75mm f1,4 e il 135mm f2,8 sono un ottimo esempio. Per non parlare del Noctilux 50mm f1 (si f uno!!) per il quale veniva offera una taratuta gratuita del complesso obiettivo/corpo al primo acquirente.
 
Dopo un mesetto di ricerche l'unica cosa di cui sono certo è che il mio 90mm non mette a fuoco sulla mia M3. Proverò a fare tarare il tutto.
 
In generale credo sia improbabile che gli obiettivi CL siano incompatibili con i corpi M, ma non ne ho alcuna prova.
Sia Stephen Gandy che Karen Nakamura parlano di tale faccenda sui loro ottimi siti, riferendo di non aver mai riscontrato incompatibilità. E ho l'impressione che ne abbiano provati parecchi di obiettivi!
Sull'ipotesi che le voci siano state messe in giro dalla stessa casa produttrice che dire? Ciò che si trova in rete sono solo congetture; probabilmente non si saprà mai se rispondono a verità.
 
Un ultima cosa: come mai almeno una foto è venuta nitida? Credo di non aver messo a fuoco bene....
 
 
 
 
June 10

C'è una strana luce nell'aria ultimamente

Proprio strana
 
 
 
                        Abbandonato
 
 
 
 
 
                             Per rispetto della madonna
 
 
                             Camilla rediviva
 
 
 
                             Antenne aliene
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